ESCLUSIVO!!! ROBERTO GIACOBBO INTERVISTA IL DR.PIRA SUL SUO NUOVO LIBRO, "GATTO MONDADORY E I PUFFI DELL'ALDILA'"



Roberto Giacobbo: Dopo anni dall'ultimo capitolo, è in uscita l'ultimo libro della pluripremiata saga di Gatto Mondadory. Perchè tanta attesa?

Dr.Pira: E'un libro controverso, diverso dagli altri. Ogni libro può essere letto separatamente, ma c'è un'evoluzione nella ricerca. Nel primo capitolo, “Gatto Mondadory e il Telefonino Fatato”, ho esplorato il rapporto tra Gnomi e Telefonini, che non era stato svelato in nessun libro fantasy. Nel secondo volume ho approfondito il ruolo del denaro: in tutti i fantasy ci sono dei tesori, ma poi non si sa bene come vengono gestiti. Pensavo di essermi spinto già abbastanza oltre i normali confini di questo tipo di ricerca, e ho pensato di esplorare il tema dei Puffi solo per curiosità. Ma non sapevo a cosa stavo andando incontro.
Roberto Giacobbo: Cosa c'è di tanto misterioso nei Puffi? Peyo a suo tempo ha trattato il tema già in maniera piuttosto esaustiva, mi sembra.

Dr.Pira: Non ne sono così sicuro. Non so quali siano state le fonti di Peyo, e non saprei dire se si è basato su spunti superficiali, o se c'era qualcos'altro che non ha potuto (o voluto) rivelare. Perchè i Puffi, pur nascendo in un ambito fantasy, trovano spazio solo nella saga di Peyo? Cosa li distingue dagli altri Gnomi? E perchè nessuno parla mai del legame zoologico con gli Snorkys, così evidente? Queste le semplici domande che mi hanno spinto alla ricerca.

Roberto Giacobbo: Dove hai trovato altra documentazione a riguardo? Quali sono le nuove scoperte?

Dr.Pira: Il fatto che Umberto Eco abbia ripreso in mano l'argomento con un saggio mi ha fatto pensare che ci fosse qualcosa in più. Esiste anche un tomo controverso e ben documentato, scritto da Antono Soro: “I Puffi, la vera conoscenza e la Massoneria” (EDES, 2005), che spazia su temi più spinosi. Ma la vera chiave della questione è che in tantissimi testi antichi si parla di Puffi, in maniera però indiretta o velata. Gli esempi sono innumerevoli: osservando il copricapo di Mithra, l'antica divinità persiana, è palese la somiglianza con quello che indossano i Puffi. Diverse divinità indiane hanno la pelle blu, così come pare l'avessero anche gli abitanti di Atlantide. La stessa Atlantide poi, stando alla mitologia, è stata sommersa. E gli Snorkys, così simili ai Puffi, vivono in fondo al mare. Perchè nessuno ne parla mai?





Da questo vaso etrusco (conservato a Traglatella) si capisce chiaramente che i puffi esistevano già a quel tempo e convivevano pacificamente con gli umani





Roberto Giacobbo: Potrebbe trattarsi effettivamente di un complotto.

All'inizio della lavorazione del libro, lo sospettavo. Ora ne sono certo. Ho ricevuto da subito inviti a non trattare il tema. Poi, diversi editori che si erano mostrati interessati hanno improvvisamente cambiato idea e troncato i rapporti. Ho avuto paura, e per qualche tempo mi ero rassegnato a rinunciare. Poi ho pensato che valeva la pena di rischiare, perché certe informazioni non possono rimanere nascoste per sempre. Così ho deciso di produrmi il libro da solo, associandomi a due etichette che mi hanno fornito coraggiosamente il loro supporto.

Roberto Giacobbo: C'è forse un rapporto con le scie chimiche?

Dr.Pira: Credimi, è più facile parlare di scie chimiche che svelare la verità sui Puffi. Non ho ricevuto minacce dirette, ma rappresaglia: poco prima di mandare in stampa il libro, la tipografia si è detta impossibilitata a procedere. Quando uscito per spedire le bozze definitive, ho scoperto che mi hanno rubato una bicicletta. Ma ce l'abbiamo fatta comunque.

Roberto Giacobbo: Eppure ci sono diverse discussioni riguardo ai Puffi su Internet, si è scritto parecchio riguardo al loro vero o presunto regime politico comunista, o alla sessualità estroversa di Puffetta.

Dr.Pira: Tutte voci messe in giro per sviare l'attenzione e nascondere la verità. Conosco bene l'Internet, e ti posso dire che non è come una volta. Ora c'è poco di vero in tutto quello che vi si trova, a parte le foto di gatti. Se non fossi sicuro di quel che dico, non avrei disegnato tre libri dove il protagonista è un gatto.

Roberto Giacobbo: Si può dire qual'è, in poche parole, questa verità celata sui Puffi? Sono così importanti?

Dr.Pira: I Puffi che abbiamo visto da piccoli ci hanno iniettato un modello di società decente, ma limitato. Stiamo vivendo al di sotto delle nostre vere potenzialità. Se cambiassimo tutti le nostre credenze riguardo ai Puffi, anche la società cambierebbe in meglio. Ma questo, a quanto pare, non fa comodo a qualcuno.

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Il copricapo dell'antico dio Mithra è chiaramente ispirato alla moda dei Puffi




La sconvolgente somiglianza delle due divinità feline, seppur provenienti da luoghi ed epoche storiche molto distanti, è evidenziata qui sotto. L' 'elica' sovrastante la testa di Doraemon era spesso riprodotta come 'aureola' in epoca tardo-bizantina





Le analogie con il film del 1977 sono troppe per essere casuali. Il collare, ad esempio, è sempre rivestito di una funzione simbolica. In questo caso è fatto di cristalli magici, negli altri che vediamo sopra vi sono rispettivamente una campanella tibetana e la scritta "iustitia"


ESSERI ALIENI NEL PERIODO BIZANTINO: ECCO LE PROVE

Come è possibile spiegare le immagini qui a lato senza dare per certa la visita di esseri alieni soprannaturali nell'antichità?
E'difficile rimanere indifferenti di fronte alla somiglianza del reperto bizantino che vediamo qui riprodotto con il gatto Doraemon, sul quale è presente un'amplissima documentazione riguardante la sua origine extraterrestre e i suoi poteri soprannaturali.

Secondo la leggenda tradizionale giapponese, il gatto Doraemon proverrebbe dal XXII Secolo e sarebbe dotato di una tasca quadrimensionale dalla quale estrarrebbe oggetti sacri o amuleti, detti ciuski - termine di origine semitica che significa “tabernacolo”.

La documentazione esistente proviene dagli anni 60/70 dello scorso secolo, epoca in cui avvistamenti di navicelle spaziali erano ampiamente documentati e accettati da una grossa parte della popolazione. Ma il reperto tardo-bizantino rinvenuto a Bari apre una serie di considerazioni sconvolgenti. Esso è parte della “Colonna della Giustizia”, sul quale venivano offerti in sacrificio esseri umani colpevoli di bancarotta, insolventi ai debiti o considerati “falliti”, usanza che ricalca in parte l'antichissima tradizione Maya di sacrifici umani – nell'america precolombiana, infatti, si usava sacrificare fanciulle vergini, ossia considerate “insolventi” dal punto di vista sessuale.

La stessa divinità alla quale venivano fatte le offerte richiama la tradizione dell'Egitto Antico, nella quale i felini erano considerati esseri sovrannaturali, legati allo spazio extraterrestre o comunque “provenienti dal futuro”. Non si ha traccia di gatti in tempi anteriori alla civiltà egizia, il che comproverebbe la loro provenienza esoterrestre. La stessa invenzione delle crocchette risalirebbe alla XVII dinastia Egizia, sotto il regno di Akhenaton. La teoria è ampiamente spiegata in “Il Gatto venuto dallo Spazio” controverso film del 1977 diretto da Norman Tokar, per cui non ci dilungheremo oltre in questa sede.
In egitto, infatti, i gatti erano venerati e raffigurati in dipinti e bassorilievi. Vi erano due principali divinità-gatto in Egitto, Bastet e Sekhmet, e non sarebbe difficile supporre che quello che conosciamo come Doraemon sia il discendente sanguineo di questa coppia di Dei. Bastet era infatti la divinità della chiaroveggenza e della fertilità, mentre Sekhmet era il dio (per l'appunto) della Giustizia. Doraemon sembrerebbe essere dotato di tutte queste caratteristiche contemporaneamente: la chiaroveggenza è evidente dalla sua provenienza da un tempo futuro, la fertilità è manifesta nella sua profusione di doni soprannaturali, e il suo senso di giustizia permea tutte le leggende che sono state tramandate fino ad oggi.

Nella leggenda tradizionale, ampiamente accettata sia in Oriente che in Europa, Doraemon dispensa i suoi Tabernacoli (ciuski) al giovane Nobita, che nella storia rappresenta l'Umanità, ma egli solitamente ne fa un uso improprio, accecato dai desideri terreni. Questo comportamento è considerato una metafora della storia umana, nella quale entità sovrannaturali, provenienti da un altro Spazio o da un altro Tempo, hanno cercato di accelerare l'evoluzione attraverso doni ultraterreni che spesso non venivano compresi. Ne sono chiari esempi le piramidi, i telefoni cellulari, i materiali plastici, Internet (dove il culto di divinità feline è ampiamente diffuso), gli accendini (sulla cui provenienza l'aspetto del sig. Bic, che vi si trova impresso, non lascia alcun dubbio).

Se vogliamo trarre qualche conclusione da queste prove, dobbiamo riconsiderare parte della storiografia alla luce di questi nuovi concetti. Edifici della stessa zona, risalenti alla stessa epoca, come Castel del Monte di Andria, sono evidentemente stati concepiti con scopi diversi da quelli che conosciamo – non semplici luoghi ricreativi sessuali, ma stazioni quadrimensionali di turismo sessuale. E se da quell'epoca risaliamo alla nostra, dovremmo inziare a trattare gli oggetti magici che ci sono stati donati dalle divinità-gatto con una diversa consapevolezza. Gli Smarphone andrebbero imitati nella loro connessione con il Tutto, non abusati per infastidire il nostro prossimo.

Albert Einstein, a tal proposito, ebbe a dire: “Il Telegrafo è una sorta di gatto molto, molto lungo. Si tira la coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Capite questo? E radio funziona esattamente allo stesso modo: si inviano dei segnali qui, e si ricevono là. L'unica differenza è che non c'è nessun gatto.”


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